undergroundpiovese

la scena musicale della saccisica

http://it.youtube.com/watch?v=hoyov54lOwE&feature=related

BAGHDAD/BEIRUT - Le due scarpe lanciate a Baghdad contro il presidente americano George W. Bush passeranno probabilmente alla storia come e forse anche più di quella che, quasi cinquant'anni fa, il leader sovietico Nikita Kruschev sbatté sul banco durante una sessione plenaria dell'Onu. Intorno al gesto del giovane giornalista iracheno Muntazer al-Zaidi si è già scatenato un dibattito che ha diviso il mondo - arabo e non - in critici e solidali: a Baghdad migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere la liberazione del reporter, arrestato immediatamente dopo il suo gesto, e nei siti web e blog arabi, così come in telefonate alle tv di paesi islamici, sono piovuti commenti favorevoli per il suo gesto. Il lancio delle scarpe, filmato da più catene televisive, è stato ritrasmesso su Youtube in più di 70 video e già stamattina era stato visto 600.000 volte, divenendo un "cult" della rete. Mentre alcuni internauti hanno sottolineato i "buoni riflessi" di Bush, altri hanno fatto del giornalista stesso "un eroe", sottolineando che "le scarpe volanti" erano il miglior regalo di Natale per Bush. "E' un atto vergognoso, che ricorda il peggior linguaggio baatista", si legge invece sul sito dell'agenzia Sawt al-Iraq. Piena condanna anche dall'ordine dei giornalisti iracheno, che censura l'atto di al-Zaidi ma che ne chiede il rilascio "per motivi umanitari". Il gesto del giornalista suscita anche molta ironia: "D'ora in poi - scrive un blogger - le scarpe saranno dichiarate 'armi di distruzione di massa'". Un ascoltatore, intervenuto in un dibattito tv, ha detto: "Muntazer si è tolto un sassolino dalla scarpa per tutti noi!". Subito dopo il lancio, il giornalista è stato prontamente immobilizzato da agenti dei servizi di sicurezza e condotto in carcere - dove è stato sottoposto ad esami per accertare se fosse ubriaco - in attesa che si concluda l'inchiesta. Il giovane (28 anni) reporter della tv satellitare irachena al-Baghdadiya ha anche rischiato di esser linciato da alcuni colleghi, che hanno poi chiesto pubblicamente scusa al presidente Bush e al premier iracheno Nuri al-Maliki, anch'egli sul podio della conferenza stampa. Secondo esperti legali, il giornalista sciita rischia una pena massima di sette anni di carcere "se venisse riconosciuta la premeditazione dell'atto", ma potrebbe anche cavarsela col pagamento di una multa "se il gesto venisse considerato una semplice aggressione". Da Amman intanto, Khalil ad-Dulaymi, ex avvocato del defunto presidente iracheno Saddam Hussein, ha affermato di aver formato una squadra di "200 avvocati pronti a difendere gratuitamente" al-Zaidi, proclamato "eroe nazionale". "Gli Stati Uniti occupano l'Iraq e ogni mezzo di resistenza è legittimo, anche il lancio di scarpe", ha aggiunto l'avvocato. Contrastanti i ritratti di al-Zaidi offerti dai mezzi d'informazione locali: chi critica il suo atto lo dipinge come un "ubriacone", come "un giornalista di mediocri qualità", mettendo in dubbio i suoi costumi perché "vive da solo", e sostenendo che in passato aveva vissuto a Sadr City, il sobborgo di Baghdad dominato dai seguaci del leader radicale sciita Moqtada Sadr, ostili alla presenza militare Usa in Iraq, che oggi sono scesi in piazza per solidarietà. Interpellata dai media, la famiglia, originaria di Nassiriya (375 km a sud di Baghdad), smentisce tutto ciò e afferma che "Muntazer è un lavoratore integerrimo", "un giornalista indipendente non affiliato a nessun partito politico". Orfano di padre e figlio maggiore di altri sette tra sorelle e fratelli, "Muntazer lavorava per provvedere alle esigenze della
famiglia".

NESSUNO HA SCARPE DA GINNASTICA USATE E SENZA SOLETTA...?

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