undergroundpiovese

la scena musicale della saccisica

Overo: locale di merda!
Quante volte vi sarà capitato di suonare in locali dove il trattamento supera malapena il livello di decenza riservato ad un musicista pluriomicida rinchiuso a sing sing?
Quante volte vi è stato detto "non vi pago perchè non c'era gente" oppure "questo è il conto, avete bevuto oltre la paga".
Dai, DIVENTA ANCHE TU DELATORE! SPUTTANA IL LOCALE CHE SE LO MERITA!

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Dakota a capriccio di vigonza.. abbiamo dovuto rompere i maroni per ottenere 150 euro con il locale pieno.. e non ce li ha dati la sera stessa ma dopo avergli telefonato diverse e diverse volte.. il capo del locale è veramente un testa di cazzo... peccato che il locale sia carino, si mangi bene e ci sia sempre gente... però se ci vai a suonare ti trovi a incazzarti per farti dare quanto pattuito...

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cominciamo col Jamaica
motivazioni:
1: dovevamo suonare gratis (ok per beneficenza :) )
2: senza bere e mangiare (ok per beneficenza :( )
3: volevano pure che ci facessimo la tessera
4: assolutamente disinteressati al fatto che suonassimo o no....

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L'OSTERIA ITALIANA di Padova e La TANA DEI LUPI a Arzerello, als econda ha cambiato gestione, la prima non so se esista ancora. Entrambe fecero il giochetto del non c'è troppa gente vi taglio la paga...

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ah si la tana dei lupi ahahahahahah che co i Betty Page al momento del pagamento visto Devis leggerissimamente incazzato i ga ciamà i sbirri ahahahahahaha

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A noi ci avevano accusato di aver rubato l'estintore...
L'estintore... che te ne fai di un'estintore?

(una signora entra in un sexy shop e chiede un vibratore, il comesso le risponde "prego signora scelga quello che vuole" e lei "mi dia quello rosso lì sul muro")

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si si ho suonato pure io quella volta con devis hahahahaha
da mettere al rogo quel tipo.
un emerita testa di cazzo.

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Demos Club a Camisano vicentino.
Avevamo patuito 150 euro (ke sono a mala pena le spese per andare fin là con tutta la roba), e dopo averci fatto i complimenti ed averci chiesto di organizzare un'altra data, ci ha salutati con una stretta di mano...
Il posto è pure bello... bel palco grande, bell'impianto, ma gestito col culo!!
il problema è ke in questi casi, oltre a rovinarti il fegato dalla rabbia, ke puoi fare!??!?

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Ecco, se si è iscritti a una cooperativa o a una associazione on-line, ad esempio (per risparmiare non poco) in quel caso mostri che sei in regola e dici: Non mi paghi? Allora chiamo la Finanza subito. TAH! Un gruppo di amici l'ha fatto e il locale ha sborsato 2000 euro di multa, perchè a quel punto la finanza ha fatto l'indagine a ritroso.
Tenendo presente che odio la SIAE, in questo caso viene incontro.
Tenendo oltretutto presente che il prezzo andrebbe concordato prima come qualsiasi contratto di lavoro.

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Non vorrei dire una puttanata ma mi pare che negli states prima ti pagano e poi suoni.
Quando il gestore stacca l'assegno allora puoi accendere l'amplificatore.

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In America c'è un regime meritocratico, lì ste cose funzionano, qui non funzionerebbero o c'è chi non vuole che funzionino. Quindi oggi bisogna accettare la realtà italiana. Il gestore italiano vuole vedere non tanto come suona il gruppo, quanto la gente che porta, i soldi che fa nella serata, non importa se e quanto legati alla presenza di questo o quel gruppo.
Per questo alla fine della serata vuole tenersi più soldi possibili se son tanti e se son pochi non dare nulla, perchè il gruppo è l'ultimo dei suoi pensieri una volta che i soldi li ha fatti.
Il punto è che al di là della passione, un gruppo con intenzioni serie e che non vuole farsi inculare deve sì suonare per passione, ma come fosse un lavoro vero e proprio, con tanto di contratto, per quanto "saltuario". Insomma, lavorare con e per passione.
Se si va là, si suona, poca o tanta gente che sia e poi alla fine si chiedono i soldi al gestore, 1 volta su 3 almeno usciranno meno soldi di quanti pattuiti a voce.
Ste cose succedono anche nei migliori locali, purtroppo, anche se qualcuno di serio c'è ancora e non verrà citato in questo topic!

Se il gestore vuole inculare, allora tanto vale mettersi in regola con qualche cooperativa e dimostrargli che non si è in nero e che si può andare per via legale come per ogni lavoro che si rispetti. Oppure si agisce in nero e si piglia quello che viene. Così è, se vi pare.:-)

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Parlare di meritocrazia in Italia è come parlare di maiale al forno in Arabia Saudita.
Questo è il paese dei processi sul palco, delle molotov ai concerti. Questo è il paese di O Zulù che disse un giorno in tv che se lo stato gli passasse uno stipendio da operaio per suonare, rinuncerebbe subito agli introiti dei dischi e dei concerti. Dico io, ma chi decide che tu fai il musico statalista mentre per gli stessi soldi Peppino o Meccanico lavora in fonderia?

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ottima spiegazione.

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