Sto parlando del libro di poesie "musicato" dai Na strasse, di cui si è già parlato.
Devo dire che sono rimasta piacevolemte colpita da questi versi, nonostante devo ammettere di non essere una grande amante della poesia. E non nascondo di avere avuto un pò di difficoltà a capire il significato di alcuni versi, che credo sia giusto rimangano in parte incompresi, dato il livello di intimità che questo genere può raggiungere. Ma mi hanno stupito innanzitutto i numerosi rimandi o citazioni di poeti come Thomas Stearns Eliot, uno dei pochi poeti inglesi che mi siano realmenti piaciuti, o del nostrano Montale. Ma soprattutto la rabbia, la voglia di urlare al mondo i propri pensieri, le proprie gioie, i piaceri dell'amore...emozionante e a tratti commovente.
Chiudo con un assaggio di "A te", la poesia che chiude il libro (pag. 67):
"Sei un banchetto
d'uva e prugne,
tra i seni
macedonia di fragole,
vino passito
spilli dalle unghie,
il collo un vaso
trapunto di mandorle.
Sorrido perchè
provvedi ai miei bisogni,
a volte esgerando
mi trovo anche sbronzo (...)
La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
A volo sorpresa
gentil farfalletta
E tutta giuliva
stringendola viva
gridava distesa:
"L’ho presa! L’ho presa!".
A lei supplicando
l’afflitta gridò:
"Vivendo, volando
che male ti fò?
Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami! Anch’io
son figlia di Dio!".
Teresa pentita
allenta le dita:
"Va', torna all'erbetta,
gentil farfalletta".
Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.