Woody Allen.
Fantastico.
Un thriller splendido, un noir, anzi.
Ben recitato e, ca va sans dir, splendidamente scritto.
Fantastici, (ma non e' fondamentale) anche Farrell e McGregor.
Se un regista new wave avesse fatto la tripletta *gialla* che ha fatto Woody in tre anni (Matchpoint, Scoop e questo) avrebbero gridato al miracolo.
Questo signore qui, invece, la tripletta l'ha messo a segno dopo un decennio di memorabili film comici, altri venti di memorabili film ironici inframezzati a varie incursioni nel sociale-serio.
Genio assoluto.
Se volessimo trovare un difetto, potremmo dire che c'e' troppo Dostojevskij e troppa patente sete di redenzione.
O che non c'e' (a differenza degli altri due) Scarlett Johansson.
Ma siamo in ogni caso nel cinema vero, quello che resta anche senza le rivalutazioni falso-buoniste tanto in voga, specie verso i registi comici o presunti tali.
Woody Allen ormai siede li' dove stanno Andy Warhol, Bob Dylan e James Joyce.
Standing ovation and long may you run.
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